Considerazioni personali sulla nuova proposta di legge elettorale

Considerazioni personali sulla nuova proposta di legge elettorale

Considerazioni personali sulla nuova proposta di legge elettorale 150 150 Stefano Aggravi

Considerazioni personali sulla nuova proposta di legge elettorale. Voglio ringraziare il collega Paolo Sammaritani che in questo ultimo anno ha lavorato con grande impegno (e pazienza) alla predisposizione di una proposta di riforma della legge elettorale che tenesse conto non soltanto delle posizioni politiche del mio Movimento, bensì anche di quelli che sono stati i suggerimenti dei consulenti incaricati, così come le indicazioni del diritto di riferimento. Non è stato un lavoro semplice e credo che al di là della complessità della materia il confronto interno sia stato utile e costruttivo (per chi vi ha partecipato).

Non posso dunque che essere contento del fatto che l’area del centrodestra valdostano abbia trovato una proposta “comune” che possa contribuire fattivamente al lavoro della I Commissione. Questo è sicuramente un dato politico importante e di buon auspicio per il futuro in cui occorrerà necessariamente lavorare ad un programma comune di area che tenga conto di tutte le sensibilità delle sue componenti.

Tuttavia, come ho già annunciato all’ultima riunione del Gruppo consiliare, vi è un aspetto di questa nuova proposta che non mi convince del tutto e credo possa rappresentare un punto di debolezza rispetto agli altri contenuti che nel complesso ricalcano la traccia definita dalle due proposte di area già depositate. Forse si sarebbe dovuto/potuto dedicare qualche istante in più per dirimere la questione, ma i tempi della politica in questo caso non hanno aiutato. Per questo motivo, molto modestamente, preferisco restare il più attinente possibile alle previsioni del nostro Statuto Speciale (i.e. art. 15) e scegliere (a malincuore) di non sottoscrivere una proposta di legge che non mi convince pienamente

Chi mi conosce comprenderà questa scelta e le motivazioni che la guidano. Ho sempre ritenuto che politica e tecnica debbano trovare tra loro un punto di equilibrio. L’una non deve dominare l’altra. In questo caso il dubbio mi resta e preferisco non rischiare di venire meno al fondamento delle nostre Istituzioni regionali (i.e. lo Statuto Speciale). Sicuramente per molti questo aspetto può essere marginale o non fondamentale per una legge che comunque contribuirà alla scrittura di quella definitiva (le attuali proposte di legge elettorale sono tutte martiri). Per me no e per questo preferisco, in libero arbitrio, fare questa scelta.

Stefano AGGRAVI

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