Dal gas russo al GNL

Dal gas russo al GNL

Dal gas russo al GNL 1080 1080 Stefano Aggravi

La guerra in Ucraina ha determinato la fuga dal gas russo. Quel 40% del gas consumato in Italia, dopo la guerra, va sostituito. Ecco che così è iniziato un doppio livello di strategia a breve termine, perché i consumi non si possono certo interrompere, fatta di nuovi accordi di fornitura (vedi Algeria) e di sostituzione del gas con il GNL (l’ormai famoso gas naturale liquido). Ecco che così insieme agli USA altre realtà si sono inserite nella partita. Realtà come il Qatar che oggi copre il 16% di tutte le esportazioni di gas naturale liquido dirette all’EU.

Cambiano i tempi, cambiano le esigenze, cambiano i fornitori. La conclusione però è sempre la stessa, dipendiamo da qualcuno. Nel corso di un convegno a cui ho partecipato recentemente il problema si è confermato ulteriormente. In sintesi, l’Italia resta il paese più “metanizzato” dell’EU e, almeno nel breve termine, le fonti alternative non possono certo sostituire questa dipendenza da un giorno all’altro. 

Va senza dubbio considerato il fatto che questa situazione ha non poche conseguenze in termini non soltanto economici, bensì anche e soprattutto di natura politica. Il Qatargate ha complicato ulteriormente i rapporti con il secondo fornitore (oggi) di GNL all’Europa. Da un lato quotidianamente (al di là dei passati Mondiali di calcio) leader europei sono diretti nella capitale qatarina a cercare GNL, dall’altra l’Unione deve fronteggiare il “traffico di influenze” che ha intaccato le sue Istituzioni.

Una situazione tutt’altro che semplice e sempre più complicata dove al momento, Russia esclusa, sembra che saranno altri a trarne i conseguenti vantaggi. 
Fonti

[1] https://www.ilsole24ore.com/art/l-europa-fa-pieno-gas-liquefatto-ma-quinto-arriva-russia-AEaPNsFC
[2] https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/ispitel-qatargate-i-confini-delletica-37092