#UkraineCrisis

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#UkraineCrisis 150 150 Stefano Aggravi

Non c’è differenza possibile, tutte le guerre vanno condannate. Allo stesso modo quanto sta avvenendo sul confine tra Ucraina e Russia altro non è che l’epilogo di una guerra iniziata anni fa. Una azione i cui contorni di incertezza e destabilizzazione dell’area non si possono ancora capire, ma i cui effetti si sentono già.

Quello che è stato

Assurdo è stato non tenere chiuse le borse sin da subito, così come non rendersi conto che l’azione diplomatica (anche in maniera muscolare) è stata del tutto inefficace. Siparietti alla Di Maio a parte, l’Europa ha dimostrato tutta la sua debolezza e divisione. Nell’azione di stampo europeo la Francia ha esercitato le proprie aspirazioni, la Germania i propri interessi, l’Italia la propria leggerezza. Tre esempi su tutti per non citare l’assenza reale dei massimi rappresentanti delle istituzioni europee sino ad oggi.

Che fare, dunque?

L’Europa ha già dimostrato tutta la sua debolezza nel contrasto alla pandemia, oggi ci troviamo una crisi geopolitica a pochi passi da noi restando de facto inermi. Gas russo, armi americane e transizione ecologica con tecnologia cinese ci legano le mani da anni.

Sperando che l’escalation possa fermarsi e consentire alla diplomazia di fare il proprio corso (che oggi non c’è stato) occorre rivedere i principi fondanti dell’autonomia strategica dell’Europa.