Il mio intervento sul DEFR 21-23

Il mio intervento sul DEFR 21-23

Il mio intervento sul DEFR 21-23 150 150 Stefano Aggravi

lo abbiamo già detto nel corso delle prime battute di questa consiliatura, lo abbiamo poi ripetuto in sede di dibattimento del Bilancio di previsione 2021-2023 “tecnico” di dicembre scorso e lo ripetiamo ora: ci aspettavamo questo documento molto prima della data attuale. Questa affermazione non è scontata polemica politica, bensì tiene conto delle motivazioni date alla Comunità Valdostana per presentare la nascita di questa compagine di maggioranza. Sin dalle prime dichiarazioni i suoi membri di Governo – in particolare – hanno sottolineato come alla base del patto politico ci fossero una serie di programmi e prospettive comuni che avrebbero permesso, tra l’altro, una pronta risposta all’emergenza economica e sociale (nonché sanitaria) che la Valle stava – e sta – vivendo, dopo l’uscita dalla maledizione dell’ordinaria amministrazione. 

A queste affermazioni ci saremmo aspettati un Programma di Legislatura con molti punti chiari e definiti e una serie di priorità pronte all’uso amministrativo. Così non è stato e, come più volte sottolineato, per molti temi restano dubbi e ombre che neppure in questo DEFR troveranno risposte. 

Assistenzialismo, strategia dei trasporti, futuro degli impianti a fune e del nostro turismo, Ospedale e sanità territoriale, riforma della normativa sulla gestione delle discariche e dei rifiuti e potrei proseguire.

Ma prima di concentrarci sui singoli temi è bene soffermarsi sull’emergenza che ancora oggi aspetta risposte, non soltanto di provenienza nazionale..

Emergenza Covid-19

Concordiamo sicuramente con la necessità di individuare quale priorità strategica per tutta l’Amministrazione regionale, per l’anno 2021, gli interventi per contrastare gli effetti dell’epidemia sul tessuto sociale e economico della Regione. Ma leggere che un “gruppo di lavoro” sia in fase di costituzione, incaricato di predisporre la parte dell’articolato dedicata alle azioni “anti-Covid19”, ci lascia alquanto perplessi. 

Ha senso dire una cosa del genere nel DEFR? 

Senza dubbio sono poi elencate azioni anche condivisibili, non del tutto sufficienti, per questo ci saremmo aspettati un primo capitolo definito e puntuale sulle priorità da porre in essere per rispondere all’emergenza, anche meglio di quanto stia facendo Roma (e lo diciamo coraggiosamente considerata la nostra attuale partecipazione al Governo nazionale). Ci auguriamo che quanto annunciato dal VicePresidente darà dei contenuti in più a quello che leggiamo qui. 

Signori del Governo, poche ma chiare misure che possano essere immediatamente spendibili e vadano a salvare quella parte di tessuto economico che questa volta è al collasso (anche qui mi ripeto rispetto a dicembre scorso). L’Opposizione ha sempre dimostrato che sui temi concreti e validi il dialogo e la giusta (non ruffiana) collaborazione potrà esserci (l’esperienza della legge 8/2020 lo dimostra ancora), così come sulla legge a supporto dei lavoratori stagionali e della sospensione delle rate dei mutui – che vedremo dopo. Ma il tempo è scaduto e le manifestazioni ce lo stanno dimostrando ogni giorno di più.

Amministrazione regionale

Alcune considerazioni in merito all’organizzazione della macchina amministrativa. 

Sorvolo, per decenza, sulla ormai patetica “revisione normativa della legge regionale 23 luglio 2010, n. 22” perché con quanto si sta facendo a tal proposito, parlare di revisione è quasi irrispettoso per l’importanza che tale normativa riveste per la nostra Regione. Un caso su tutti, ne è quanto avvenuto con la famosa “DGR 140” di cui abbiamo già avuto modo di parlare. Una delibera con la quale de facto si è normata una procedura di cui non si trova traccia nelle disposizioni organizzative della Regione. Non vado oltre, perché il discorso sfocerebbe in ambiti fin troppo tecnicistici ed anche per rispetto nei confronti dell’Amministrazione tutta che oggi più che mai necessita di poter lavorare.

E’ molto interessante il passaggio che riguarda il Piano triennale dei fabbisogni del personale, un documento che nelle ultime delibere in materia di personale ha raggiunto connotati quasi magici con una serie di rimandi al suo aggiornamento che mi preoccupa non poco. E’ vero che vi è stato a partire dal 2019 il superamento del concetto della “dotazione organica” a favore del “fabbisogno”, espresso in termini quantitativi e qualitativi, utile a perseguire e raggiungere indirizzi e obiettivi strategici previsti nei programmi di legislatura. Ma più di una domanda sorge spontanea:

  • come viene determinato realmente il fabbisogno?   
  • l’Amministrazione ha davvero necessità di avere tutte queste dirigenze?
  • quale ruolo – vero – vogliamo dare ai tanti validi funzionari di cui oggi ci ricordiamo soltanto in sede di necessità (vedi reggenze)?
  • siamo sicuri che tutte queste strutture siano utili al perseguimento degli obiettivi amministrativi?

E potrei andare avanti. Chiudo con una battuta dato che citate l’audit: la struttura regionale di audit, signori del Governo, l’avete soppressa Voi tra i primi atti di questa legislatura…

Sviluppo economico, ricerca e innovazione e Lavoro

La necessità di riformare radicalmente l’impianto normativo inerente le leggi regionali vigenti in materia di sviluppo economico, ricerca ed innovazione ci trova sicuramente concordi. Tra l’altro siamo anche contenti di trovare nel perimetro tracciato di riferimento anche la legge 17/2007 sulle crisi d’impresa per cui il nostro Gruppo consiliare ha depositato una proposta di legge di modifica al fine di riattivare questo importante strumento e poterla rendere finalmente utile alle necessità del tessuto economico valdostano.

Ci dispiace, tuttavia, riscontrare che non è più parte dell’Agenda di Governo l’idea di ricostituire una “Agenzia del lavoro” o un veicolo strumentale all’Amministrazione utile per rendere maggiormente efficienti ed efficaci le politiche attive del lavoro e di sviluppo economico di cui abbiamo tanto bisogno. In tal senso la stessa potrebbe essere integrabile per l’elaborazione, tra l’altro, del modello di Zona Franca della ricerca e sviluppo il cui percorso speriamo possa essere il più condiviso possibile. Ma vedremo.

Un aspetto che va sicuramente trattato diversamente e con più coordinamento tra gli attori coinvolti, dal nostro punto di vista, è quello relativo al nuovo modello che si intende dare alla formazione professionale. Perché non pensare a percorsi professionalizzanti ITS stabilmente presenti sul nostro territorio? Un bene iniziare con la collaborazione con realtà prossime già avviate, ma crediamo che si debba valorizzare di più il legame con le nostre aziende e le nostre specificità produttive. 

Questo progetto non deve essere visto come un qualcosa “in più” dell’offerta formativa, bensì come l’Università un volano utile anche ad attrarre risorse provenienti da fuori Valle. 

Ci concentriamo sempre, almeno a parole, sulla “necessità di nuovi insediamenti produttivi” ma se non creiamo le giuste condizioni di sviluppo della relativa manodopera e annesse competenze, in un mondo con sempre minori risorse economiche disponibili e possibilità di spesa non avremo alcun risultato. 

Innovazione

Un esperto del settore tempo fa diceva “diffidate da coloro che dicono vi sia la necessità di più innovazione”; questo perché dovrebbe essere una caratteristica innata delle cose quella di innovarsi. Così dovrebbe essere per la macchina amministrativa regionale e non solo. Troviamo nel DEFR due approcci che meriterebbero un maggior livello di integrazione, quello relativo al digital divide e quello inerente l’evoluzione degli strumenti innovativi della Pubblica Amministrazione a favore di imprese e cittadini. Forse cari Assessori competenti è meglio che i due approcci vengano uniti in un unico modello di sviluppo onde evitare, come in certe passate situazioni, che l’abbondanza di risorse (oggi per definizione sempre più scarsa), magari anche messe a disposizione dall’Europa, finisca per rendere il tutto meno performante di prima. 

Ricordiamo bene, sempre parlando di emergenza Covid-19, come la macchina amministrativa finì finanche per affermare che fosse meglio tornare sui modelli cartacei piuttosto che gestire il tutto per mezzo delle piattaforme informatiche. Insomma, di cosa stiamo parlando? 

Energia

Con riferimento alla questione energetica riteniamo necessario, così come già detto nel corso di altre sedute del Consiglio, porre attenzione sulla questione relativa alla disciplina delle grandi derivazioni d’acqua a scopo idroelettrico. Troviamo, infatti, nel DEFR un semplice accenno a “completare la disciplina dei procedimenti di concessione di derivazione di acqua” e poi successivamente nell’ambito degli obiettivi strategici del Gruppo CVA S.p.A. l’affermazione per cui si intendono individuare specifiche e particolari procedure per la rassegnazione delle autorizzazioni delle grandi derivazioni per le società interamente pubbliche

Sinceramente ci saremmo aspettati qualcosa di più, soprattutto nella parte relativa al futuro delle nostre acque, ma siamo fiduciosi che al più presto si possa discutere in questa Aula una legge che possa scongiurare l’azione sostitutiva dello Stato centrale. 

Trasporti

In tema di trasporti abbiamo potuto iniziare ad esaminare la documentazione messa a disposizione dall’Assessore in merito all’analisi costi/benefici per il Piano Regionale dei Trasporti. Non volendo entrare nel merito del documento che sarà sicuramente oggetto di ampio dibattito mi chiedo, come ho già avuto modo di chiedere all’Assessore in sede di audizione se l’adozione di tale Piano comporterà una revisione, almeno parziale e necessaria, del Programma strategico degli interventi per la ferrovia. Questo perché molte scelte che andranno fatte, oggi, non sono contemplate sufficientemente nell’ambito del Programma. Un esempio? Dove troviamo le risorse per il tram-treno sino ad Entrèves? 

Pensare a nuove forme di coinvolgimento di soggetti privati in queste progettualità resta un tabù per alcune frange di questa maggioranza (per dirne una)? 

Ma non soltanto, perché anche in merito allo sviluppo della mobilità c.d. sostenibile e delle interconnessioni tra i vari vettori di trasporto un Programma degli interventi andrà fatto, risorse andranno identificate, etc. Il futuro non è fatto di sola ferrovia o meglio del “modello legge regionale 22/2016”: le leggi restano, il mondo (e la tecnologia) si evolvono!

Stesso discorso andrà fatto quando vedremo il tanto atteso Master Plan dell’aeroporto, perché sinceramente non ho capito, da quanto “mediato” sul DEFR, quale futuro vi augurate per il nostro scalo (speriamo non sia un fastidioso scalino!!).

Finanze e patrimonio

Finalmente, e lo dico con vero piacere, troviamo nero su bianco l’idea di voler azzerare, almeno per l’anno 2021, l’importo dell’addizionale IRPEF con riferimento al primo scaglione di reddito. Una misura che ci trova da sempre concordi e sulla linea di varie proposte fatte nel corso della scorsa consiliatura, volte proprio ad abolire/calmierare una delle gabelle più distorsive del sistema fiscale italiano. 

Ma crediamo serva uno sforzo in più e speriamo che qualcuno della vostra compagine di governo non riproponga la brutta idea di aumentarla con riferimento agli altri scaglioni di reddito (tra l’altro ci ha già pensato la vostra amministrazione comunale di Aosta).

Osservo anche che è stata messa da parte l’idea del fondo immobiliare (mai compresa fino in fondo) per dar spazio a forme di collaborazione pubblico/privato che da sempre riteniamo essere la via maestra per il futuro sviluppo del nostro patrimonio pubblico. 

A tal proposito mi chiedo: perché nulla si dice nel DEFR riguardo al futuro di Palazzo Cogne?

Conclusione

In conclusione, vorrei porre l’attenzione su due aspetti più di natura politica che tendono a confermare quanto detto all’inizio del mio intervento.

In questo DEFR ritroviamo il paragrafo sibillino già letto sul vostro Programma di legislatura relativo al futuro del collegamento di Cime Bianche: “mantenere il ruolo centrale del Consiglio regionale nelle scelte definitive da assumere per l’ipotesi di impianti funivia nel vallone, bla bla bla”. Insomma, l’ennesimo calcio in avanti al pallone in attesa che succeda qualcosa di miracoloso? Vedete, questo non è un mero puntiglio politico come in molti possono pensare, bensì la punta di un iceberg che ne nasconde tanti altri che ancora non abbiamo citato. 

Che ne sarà infatti del futuro del PTA e del nostro idroelettrico? Che ne sarà dello sviluppo dei nostri comprensori sciistici e in generale delle Terre Più Alte della nostra Valle? 

L’esempio sul futuro della ferrovia è lampante, dove l’integralismo dottrinario (di parte) di un modello i cui limiti sono sempre più evidenti (e non sto assolutamente parlando contro l’elettrificazione della linea, ma di come si vuole affrontare il discorso Aosta-PSD-Entrèves ad esempio), ma così sarà anche per il futuro della nostra industria idroelettrica e dello sviluppo di tecnologie green che molti fondamentalisti gretini trattano alla stregua della stregoneria: sì, sto pensando all’idrogeno.

Vogliamo poi parlare del futuro della legge regionale 31/2007? Ho fatto per l’appunto una specifica domanda in sede di audizione, alla quale ho ricevuto una/due risposte distinte e in parte discordanti. Nel DEFR troviamo indicato che sarà necessario colmare i vuoti normativi che hanno consentito scelte potenzialmente pericolose per la tutela dell’ambiente, con particolare riguardo alle discariche regionali; sarà avviato un iter di revisione della l.r. 31/2007. Bene, ma perché il primo passo di questa revisione è frutto della presentazione di una proposta di legge di uno dei gruppi consiliari della maggioranza e non del Governo regionale? Se abbiamo ben capito per differenze di vedute. 

Ebbene, questa è la strada che intendete percorrere, signori del Governo, nel prossimo futuro ogniqualvolta ci siano divergenze di vedute? Deposito una proposta di legge e poi cerco i voti in commissione ed in Aula. 

Alla faccia della maggioranza decisa e coesa, e non stiamo certo parlando di temi di secondaria importanza, anzi!

A fronte di queste considerazioni, aspettiamo di esaminare le proposte per rispondere all’emergenza Covid-19 che ci auguriamo possano finalmente dare una speranza concreta alla nostra Comunità. Le nostre proposte c’erano a dicembre e ci sono anche oggi, sono sul tavolo.

Il tempo è scaduto!